Arte informale

Dopo la seconda guerra mondiale sia in Europa che negli Stati Uniti nasce l’Arte informale. Per me è l’espressione più alta dell’Arte Astratta in cui l’Artista, dopo aver mandato in disuso gli strumenti tradizionali fino ad allora usati per dipingere, comincia ad esplorare nuove tecniche, nuovi concetti d’espressione, nuove assonanze cromatiche.
Hans Hartung
Hans Hartung

Da quel momento gli artisti liberati dai canoni classici e senza condizionamenti iniziano nuove forme di pittura definite: pittura gestuale, pittura segnica, pittura materica.

Pittura gestuale – Action painting

La pittura gestuale è l’espressione del gesto, dell’azione, del movimento. L’osservatore nell’ammirare un opera astratta gestuale sente la sensazione del movimento , carpisce il gesto, il tocco dell’artista.

In America è definita “Action painting” o “Abstract Expressionism”.

Il più importante pittore dell’Action painting” forse il vero iniziatore di questa modo di dipingere è Jackson Pollock (1912 – 1956) Il quale diceva:

Jackson Pollock
Jackson Pollock

“Per me l’arte moderna non è altro che l’espressione degli ideali dell’epoca in cui viviamo.” …

“L’artista moderno lavora per esprimere un mondo interiore; in altri termini: esprime il movimento, l’energia e altre forze interiori. “…

“La pittura è uno stato dell’’essere, La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.”

“Dipingere è un modo di essere” …

Quando Pollock parla della pittura come scoperta del se, espressione di movimento, energia e forze interiori, parla della volontà dell’artista di mostrarsi sulla tela di esprimere le sensazioni ed emozioni.

Jackson Pollock
Jackson Pollock

Jackson Pollock nasce il 28 gennaio 1912 a Cody nello stato del Wyoming. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza in Arizona e California. La sua è una famiglia contadina assai numerosa (Jackson è ultimo di cinque figli), di origine scozzese-irlandese.Già a quindici anni Jackson è piuttosto irrequieto e dedito all’alcool.

Frequenta la High School di Reverside dalla quale viene allontanato per indisciplina e, nel 1929, pure dalla High School di Los Angeles, alla quale si era iscritto nel 1925. Durante la Grande Depressione abita a New York, dove vive alla giornata e dove frequenta i corsi di Thomas Hart Benton all’Art Student Leaugue.Nel 1936 frequenta il Laboratory of Modern Techniques in Art di Siqueiros, dove sperimenta tecniche, strumenti e materiali di pittura non tradizionale.

Dal 1938 al 1942 lavora nel Works Progress Administration del Federal Art Project nel reparto murales, ma scarsi sono l’interesse e il successo. E’ un periodo di gravi difficoltà economiche e di privazioni. Nel 1940 conosce Orozco e la pittura messicana. Partecipa alla grande mostra dell’Art of this Century (1942) e viene apprezzato dal critico Clement Greenberg, che lo seguirà e sosterrà per tutta la sua carriera futura.

Nel 1943 incontra Peggy Guggenheim con la quale firma un contratto di cinque anni. Grazie a lei nel 1944 presenta la sua prima mostra personale che gli apre le porte della celebrità. Sposa la pittrice Lee Krasner nel 1940 e si trasferisce assieme a lei in una fattoria a Long Island, dove conduce una vita modesta, lontano dall’alcool. Gli anni fra il 1945 e il 1950 sono i più creativi. Jackson Pollock muore il giorno 11 agosto 1956 in un incidente stradale, ubriaco al volante della sua auto, a South-Hampton.

La sua innovazione sta nella tecnica del “dripping” letteralmente sgocciolatura, che consiste nel far sgocciolare il colore sulla tela con gesti e movimenti rituali come una danza. Alcune volte l’’artista cammina anche sopra la tela, immerso in mezzo ai colori, lasciando segni ed impronte in modo come dice l’’Artista stesso di essere “dentro” l’’opera, perché per Lui dipingere è un modo per entrare in contatto con la realtà individuale e universale. In questo modo vengono aboliti tutti gli strumenti tradizionali, come per esempio la tavolozza, i pennelli o il cavalletto, perché per Pollock sono questi strumenti che limitano la spontaneità creativa di un artista.

Anche la pittura di Willem de Kooning è gestuale. L’Artista infatti attribuisce il compito di creare l’’opera al gesto impulsivo, pur non rinunciando alla presenza di elementi figurativi .

Per quanto riguarda l’Arte gestuale in Italia possiamo dire che uno degli esponenti maggiori sia Emilio Vedova. L’artista infatti interviene sulle tele con gesti violenti e immediati crea grovigli di colore che riflettono un modo emotivo di considerare la realtà.

Emilio Vedova
Emilio Vedova

La pittura segnica

La pittura segnica è caratterizzata dall’uso di segni per la realizzazione dell’opera, in cui gli artisti non usano tali segni per rappresentare forme ed immagini in senso classico ma sono una forma rappresentazione dei segni stessi.

Tali quali posso essere disposti in maniera ragionata o spontanea e intuitiva. Tra gli Artisti più significativi Giuseppe Capogrossi, Hans Hartung, Georges Mathieu.

Hans Hartung
Hans Hartung

Le opere di Giuseppe Capogrossi, sono eseguite in maniera virtuosa, precisa, con i segni ragionati quasi come una scrittura, come un alfabeto personale.

La pittura materica

La pittura materica è quella in cui i materiali utilizzati rivestono un ruolo di primaria importanza.

Il valore attribuito alla materia risulta evidente nelle opere di Alberto Burri e in quelle dello spagnolo Antoni Tapies.

Nelle opere di Burri i protagonisti sono dei materiali “poveri”, rozzi e grossolani, come per esempio tele di sacco bucate e rammendate, legni bruciacchiati, lamiere rozzamente saldate. il tutto poi viene composto dall’’artista in modo creativo e personale fino a renderci a noi appassionati cultori delle opere che ormai sono entrate nella storia dell’’Arte come per esempio l’opera intitolata Sacco del 1953.

Le opere di Tapies sono astratte spesso monocrome (di un solo colore) realizzate su superfici rese scabre, grumose e porose dall’impiego di materiali che si trovano in natura.

Un altro artista che ha esplorato le possibilità offerte dai vari materiali è Jean Dubuffet che mescola nelle sue opere i colori alla sabbia, terra, fango e catrame per ottenere una superficie pittorica spessa, sulla quale intervenire con vari strumenti.

Burri, Cretto nero, 1976
Burri, Cretto nero, 1976

Dubuffet a differenza di Burri e Tapies non ci propone un arte astratta. Le sue immagini si rifanno alla realtà che viene interpretata in modo ingenuo e istintivo con la spontaneità che possiamo ritrovare quando guardiamo un disegno di un bambino.

L’opera di Dubuffet ci chiarisce il fine dell’ Arte Informale: indipendentemente dai risultati raggiunti, siano essi astratti o figurativi, quello che conta è il procedimento impiegato, il valore che l’’Artista attribuisce al gesto, al segno o alla materia.

Spazialismo

Anche la produzione artistica di Lucio Fontana può rientrare nelle esperienze dell’Arte Informale, in particolare nell’indirizzo gestuale e materico. È con il gesto che l’’artista interviene sulla tela in genere monocroma che viene bucata, tagliata o squarciata mediante l’uso di punteruoli o taglierini. Il tal modo lo spazio esterno attraversa la tela e diventa parte dell’ opera stessa. Queste ricerche spaziali di Fontana hanno dato origine al movimento noto come Spazialismo.

Lucio Fontana, L'attesa, 1965
Lucio Fontana, L’attesa, 1965
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